Le situazioni più comuni

I problemi

e le soluzioni

Come affrontarle

Ansia e attacchi di panico

La paura di avere paura

L’ansia è un componente centrale nella vita di ciascuno, ed è, in qualche misura, un’esperienza quotidiana. È un fenomeno caratterizzato da componenti psichiche e corporee: un vasto repertorio di sensazioni di paura e disagio, che va dal dalla sensazione di fastidio, all’irrequietezza fino al terrore, tachicardia, oppressione, respirazione accelerata, tremore, estremità fredde, sudorazione aumentata, bocca secca. L’ansia può presentarsi in concomitanza a situazioni facilmente identificabili dal soggetto come fonte di disagio ma può anche comparire (apparentemente) “dal nulla“, in modo cioè imprevisto. È il caso ad esempio dell’attacco di panico, caratterizzato dall’insorgenza improvvisa, di terrore e paura intensa associati a sintomi somatici, motori, vasomotori, neurologici che si sviluppano improvvisamente e rapidamente; ad esempio: alterazioni della frequenza cardiaca, sudorazione, tremori, vertigini, nausea, asfissia, dolore al petto, derealizzazione, paura di morire, di impazzire, di perdere il controllo. Questi episodi possono presentarsi singolarmente o entrare a far parte dei disturbi di panico nel caso essi siano ricorrenti e seguiti da periodi di forti preoccupazioni su un’eventuale ripetizione dell’attacco e delle sue conseguenze.

Depressione

Il male di vivere
“Depressione” è una parola che viene riferita ad un insieme molto vasto di manifestazioni come ad esmpio una profonda tristezza, una sensazione di vuoto, un’incapacità di entrare in contatto con le persone vicine o ancora: apatia, spossatezza, sensazione di inutilità e disperazione, rabbia, una sensazione di nervosismo persistente. Possono anche essere disturbate funzioni vitali fondamentali come il sonno, l’appetito, la concentrazione. Spesso si insinua nella vita di una persona senza una causa apparente eppure ci si sente a pezzi e non si ha voglia di far niente. Tutto perde di senso ed anche quello che una volta faceva appassionare ed entusiasmare non ha piu lo stesso effetto. Si stampa un finto sorriso sulla faccia ma non si riesce più a ridere davvero, a scaldare il cuore “Dai muoviti….Hai tutto, non ti manca nulla….Non capisco perchè stai cosi!” Sono le frasi che una persona depressa si sente dire più spesso, ed il senso di impotenza e di solitudine la fanno da padroni. La depressione è un male di vivere che ha bisogno di essere ascoltato e compreso attraverso una psicoterapia, tenendo in mente come la sua comparsa possa segnalare un momento di presa di coscienza di un cambiamento che è avvenuto nella vita di una persona, ed il necessario abbandono di un equilibrio che non è piu funzionale. Prendere atto e chiedere aiuto ad uno Psicoterapeuta sono i primi e fondamentali passi verso una maggiore serenità ed una vita che ritrova il suo particolare senso.

Disordini alimentari

Un malessere profondo

I disordini alimentari sono fenomeni complessi che possono esprimersi in forme articolate investendo il corpo e la mente della persona e sono caratterizzati da episodi di eccessiva alimentazione o di rifiuto del cibo, nei confronti del quale si vive un rapporto disfunzionale condizionato dal bisogno di controllo del peso corporeo. Frequentemente questo tipo di disagio coesiste con altre forme di sofferenza psicologica quali la depressione, l’ansia o le dipendenze. Spesso chi soffre di questi disordini non può esprimere il proprio malessere emotivo se non attraverso una condotta alimentare disfunzionale, in una condizione di solitudine e silenzio che grava sulla vita relazionale della persona. L’origine dei disturbi del comportamento alimentare sembra collocarsi nella complessa interazione tra fattori personali, familiari, biologici e culturali. Nella nostra società appare in aumento l’incidenza di questi disturbi tra la popolazione, incidenza incrementata dalle mode e dalle pressioni culturali verso la competizione e l’ideale della bellezza-magrezza. I fattori coinvolti sono molti e sembra non essere sufficiente la buona volontà, ma è necessario un intervento specialistico che permetta di raggiungere un rapporto maggiormente sereno con se stessi e con il cibo.

Relazione tra genitori e figli

Io non ti capisco…tu non mi capisci…
Le ragioni delle difficoltà nella relazione genitori-figli sono molteplici e di diversa natura (sociologica, psicologica, educativa). Uno dei punti nodali e ricorrenti è che molto spesso i genitori tendono a costruirsi delle aspettative sul loro figlio, trascurando il punto di vista soggettivo di quest’ultimo. Accecati da quello che desidererebbero per lui, trascurano le vere passioni ed obiettivi del figlio. Tale atteggiamento porta a incomprensioni e in casi estremi alla costruzione di muri che sembrano via via invalicabili. Bisognerebbe fare un passo indietro e propendere verso l’accettazione delle inclinazioni e della soggettività del proprio figlio. Il genitore vorrebbe aiutarlo a decidere per il meglio ma quel “meglio” chi è a deciderlo? Solo il ragazzo può decidere qual è il meglio per lui e nessun altro. Ha bisogno di sperimentare, provare e talvolta anche sbagliare, per poi trovare pian piano la strada che desidera intraprendere. Il meglio per il proprio figlio è raggiungibile solo aiutandolo ad essere indipendente da loro e dalle loro idee, pensieri, schematismi. Incoraggiandolo all’indipendenza acquisisce più fiducia in se stesso, si sente capace, rispettato e soprattutto compreso, dunque considerato.

Disturbi psicosomatici

Il corpo non mente
Molto spesso gli eventi, i sentimenti, le emozioni positive e negative possono influenzare le reazioni del nostro corpo e riflettersi sul nostro stato di salute. In assenza di condizioni mediche accertate, i disturbi psicosomatici non sono frutto della nostra fantasia ma disturbi corporei reali che compromettono la nostra quotidianità e creano limitazioni, non solo fisiche, ma anche relazionali e lavorative. Ulcera, disturbi digestivi e gastrointestinali, acne , psoriasi e vitiligine , cefalea tensiva, mal di testa e mal di schiena sono solo alcuni dei malesseri che il corpo esprime causando sofferenza e notevole dispendio emotivo ed economico. Se pensi di avere un disturbo psicosomatico rivolgiti a un esperto d’interazione mente e corpo che possa aiutarti attraverso percorsi di supporto, consulenza e terapia in associazione con i trattamenti medici.

Tutti bravi…tranne me!

Le difficoltà scolastiche e di attenzione

“C’e…c’eee… c’era a vo…volt… C’era una volta, un ba…bambino…”
Siete a casa, aprite il quaderno di vostro figlio ed il dettato svolto quella mattina a scuola è di nuovo pieno di cancellature, errori ortografici, lettere dimenticate o che proprio non riescono a seguire il rigo… gli chiedete di leggere, e pure oggi la sua lettura è esitante, stentata.
Non è abbastanza intelligente? Questo è da escludere, è un bimbo sano, vivace e curioso. Non si impegna abbastanza? Eppure fate tutti i pomeriggi i compiti con lui…
Non si tratta scarsa motivazione o poco impegno… potrebbe essere un Disturbo Specifico dell’Apprendimento, un disturbo che riguarda l’età evolutiva e che spesso si associa ad altre problematiche quali il Disturbo di Attenzione ed Iperattività.
Anche in questi casi, una diagnosi e un trattamento precoci sono importanti per un veloce recupero e per evitare ricadute sul piano emotivo e scolastico in generale.

Bassa autostima e ricerca del partner

Ma cosa sbaglio…?
Nel momento in cui la persona non crede in se stessa e nelle proprie capacità, di conseguenza penserà di non esser degna di provare e ricevere amore. Tale convinzione fa sì che la persona in questione viva le emozioni positive con un partner come qualcosa di estraneo a sé, trasformando i sentimenti che si provano in ansia, disagio, vergogna. A questo punto, quando si confronta con gli altri, amici o colleghi che si fidanzano, si sposano, si domanda “Ma cosa sbaglio?”, come se questo stato di cose dipendesse da altro fuori da sé. In realtà è la persona stessa che si imprigiona in questa condizione poiché pensa di non meritare, di non essere degna d’amore. Dunque la capacità di amare rimane bloccata, tale empasse è legato alla propria scarsa considerazione inconscia che è sempre lì pronta a far terminare i rapporti. Inoltre, quella stessa paura di essere destinato a soffrire, porterà la persona a scegliere inevitabilmente un partner che la lascerà. Dunque la bassa autostima crea un circolo vizioso per cui il negativo futuro sentimentale è determinato da ciò che la persona pensa di sé.